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Abbazia di Rosazzo, 22 Settembre 2001
CORORGANO 2001

Coro Polifonico di Ruda Ensemble
Direttore Walter Lo Nigro

Felice Illume, tenore - Livio Gallet, baritono - Young-Ki Kwon, basso
Vania Pedronetto, violino - Sonia Altinier, violino
Beppino Delle Vedove, organo


Sonia Altinier e Vania Pedronetto


Beppino Delle Vedove

Il Coro Polifonico di Ruda, presenta:
Giovanni Battista Tomadini - musicista friulano

Giovanni Battista Tomadini
Profilo biograrico e musiche in programma
(Roberto Frisano)

          Giovanni Battista Tomadini nasce a Udine il 16 agosto 1738. Avviato giovanissimo agli studi religiosi, inizia la sua formazione musicale probabilmente nell'ambito del Seminario udinese. I documenti finora rinvenuti non specificano il nome dei primi maestri di Tomadini, ma si sa che intorno al ventesimo anno d'età la sua competenza musicale è già ampiamente sufficiente dato che dal 1758 è attestato il servizio da lui prestato gratuitamente presso la cappella musicale dei duomo di Udine. Dal 1760, in seguito a una "supplica"' presentata ai deputati della città, gli è accordato uno stipendio annuo di venti ducati per cantare e per suonare il secondo organo nelle cerimonie importanti.
          L'approfondimento degli studi musicali sembra essere un'esigenza particolarmente sentita da Tomadini: a diverse riprese si allontana dalla città per periodi di studio con maestri via via più importanti. Nel 1763 gli viene concesso il permesso di recarsi a Cividale per ricevere lezioni da Alessandro Pavona e tre anni più tardi fa richiesta per un periodo di quattro-cinque mesi da trascorrere a Venezia per «studiare il contrappunto, e farsi atto a comporre di musica». Una parentesi lavorativa fuori città è rappresentata dal breve incarico svolto tra la fine del 1769 e l'inizio del 1770 presso il duomo di Spilimbergo in qualità di cappellano organista. Subito richiamato nella città natale da due importanti eventi che si stavano annunciando, Tomadinì si prodiga per mettere in luce le proprie capacità professionali. In agosto viene inaugurato con l'opera Eurione di Ferdinando Bertoni il Teatro della Nobile Società e all'allestimento del melodramma vi collabora probabilmente come maestro al cembalo. Nel mese di settembre si svolge presso la chiesa delle Grazie la cerimonia di traslazione dell’immagine della Vergine nel nuovo altare. La composizione delle musiche per la liturgia viene affidata a Tomadini, come pure l'incarico di prepararne l'esecuzione. Il favore del pubblico (si trattava, in fondo, anche di un evento mondano) e dell'establishment ecclesiastico gli permette di ottenere il posto di vice-maestro di cappella in duomo, incarico che può considerarsi praticamente quello di maestro principale, viste la sua riconosciuta competenza e l’età avanzata del titolare Gregorio Rizzi. Ancora la necessità di perfezionarsi nella composizione lo spingono ad un ultimo periodo di studio fuori città, precisamente a Bologna presso il celebre compositore e teorico padre Martini. Il soggiorno nella città emiliana dura dal mese di febbraio ai primi giorni di agosto del 1772.
          Con la morte di Rizzi, nel novembre 1774, per Tomadini si apre la strada verso la più alta carica della cappella udinese. In seguito al concorso emanato nel gennaio successivo, egli, unico concorrente, ottiene meritatamente l'incarico. Oltre a svolgere le mansioni relative al servizio (composizione, direzione delle musiche nelle celebrazioni, insegnamento della musica ai chierici), Tomadini è protagonista di spicco nella vita musicale della città. Gli vengono commissionate composizioni per occasioni celebrative pubbliche ed è assai ambito come insegnante di musica. Alcune sue composizioni vengono eseguite anche nella basilica di S. Marco a Venezia. Muore nella notte tra il 5 e il 6 gennaio del 1799, suscitando generale cordoglio e lasciando un ottimo ricordo di sé.
          La grande considerazione goduta in vita ha favorito il protrarsi di una tradizione esecutiva delle musiche di Tomadini fino ai primi decenni dell’Ottocento. I mutamenti di gusto e soprattutto la ventata riformatrice che cominciava pian piano a "depurare" i repertori liturgici furono in seguito i motivi di un completo oblio della sua produzione. In anni recenti la figura e l'opera dei compositore udinese sono state giustamente poste in luce dagli studi musicologici e la sua musica è stata più volte riproposta in sede concertistica.
          La descrizione delle musiche in programma può essere introdotta da un acuto giudizio dei poeta don Domenico Sabbadini, che di Tomadini stesso era stato allievo: quella dei compositore udinese era una «musica tutta canto e brio, tutta novità e melodia, ben diversa da quella di certi compositori, i quali pare che si studino a far comparire la fatica ed il sapere invece di attentamente occultarli, come vuole la naturalezza, che è il primo fiore di tutte le arti belle». L'ideale stilistico perseguito da Tomadini risulta evidente: la facilità comunicativa, resa dalla gradevolezza delle melodie e dal tessuto armonico scorrevole, soddisfa sia il gusto comune sia quello dei conoscitori. La dottrina e l'abilità di scrittura sono invece poste al servizio di un discorso musicale di immediata comprensione. Certo Tomadini possedeva gli strumenti della composizione osservata e dei contrappunto, come attestano gli studi con importanti maestri, ma gli erano maggiormente congeniali gli elementi più moderni del linguaggio musicale dei suo tempo.
          Le necessità liturgiche imponevano allora concisione e brevità nella musica sacra, senza rinunciare però ai toni solenni. A tali criteri si conformano i lavori vocali di Tornadini, dove minime sono le ripetizioni del testo e serrato è il procedere delle idee musicali. I brani sono generalmente articolati in passaggi corali e sezioni solistiche, a volte separati da collegamenti strumentali. Il Magnificat, la Messa breve e l'Hymnus esemplificano chiaramente tutte le caratteristiche cui si è fatto cenno, rivelando inoltre una particolare luminosità sonora conferita dalla tonalità maggiore e una chiara organizzazione della forma. Tra le musiche per voce sola, oltre al mottetto Proba me Deus e all'antifona In omnem terram, spicca per ampiezza l’elegante Recitativo ed aria per la solennità dei Natale, dove la voce dispiega una vasta gamma di espedienti espressivi.
          Anche le sonate e gli altri brani per organo di Tomadini riflettono in modo esemplare il gusto musicale in voga nella seconda metà del Settecento. Le due Sonate presentano una solida struttura formale ed evidenziano maturità nel trattamento del materiale melodico. Anche qui lo stile si caratterizza per cantabilità, brio e freschezza, che fioriscono da queste pagine senza mai cadere nella banalità. Benché sia consistente il ricorso a formule di largo impiego come il basso albertino, diversi abbellimenti, arpeggi, passaggi di scale ed altro, la prevedibilità del discorso non intacca l'organizzazione musicale che si rivela invece progettata con sicurezza. Le stesse caratteristiche si ritrovano nei brani in un unico tempo come il Rondò, l'Allegro, l'Allegro molto, l'Allegretto spiritoso che possono essere considerati come singoli movimenti di sonata. Più strettamente vincolati alla prassi liturgica sono, infine, i brevi pezzi destinati alla funzione di complemento della musica vocale: l'Introduzione è ancora riferibile allo stile brillante delle sonate mentre l'Intonazione ha il tipico carattere improvvisativo di una toccata.

I brani

Abbazia di Rosazzo, 22 Settembre 2001
CORORGANO 2001
Coro Polifonico di Ruda Ensemble
Direttore Walter Lo Nigro

Felice Illume, tenore - Livio Gallet, baritono - Young-Ki Kwon, basso
Vania Pedronetto, violino - Sonia Altinier, violino
Beppino Delle Vedove, organo

01 2:38

Introduzione - organo solo

02 2:27 Allegro molto - organo solo
03 2:54 Hymnus - soli, coro e organo
04 2:41 Proba me Deus - tenore e organo
05 4:08 Sonata, in Fa maggiore - organo solo
06 1:58 In omnem terram - basso e organo
07 2:53 Sonata, in Re. Maggiore - organo solo
08 7:11 Recitativo e aria per la solennità del Natale
basso, due violini e organo
 
09 1:47 Rondò - organo solo
10 1:13 Intonazione - organo solo
11 5:11 Kyrie 

 Messa breve, in Re maggiore
soli, coro e organo

12 5:09 Gloria
13 5:14 Credo
14 3:00 Allegro - organo solo
15 2:40

Allegretto spiritoso - organo solo

16 7:33 Magnificat - soli, coro e organo

         

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