il medico delle piante

DIABROTICA/comunicato OMP/GO – 22 luglio 2003

REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA
Direzione Regionale dell'Agricoltura
Osservatorio per le Malattie delle Piante
GORIZIA

IL VERME DELLE RADICI DEL MAIS
(Diabrotica virgifera virgifera Le Conte)

UN NUOVO PROBLEMA FITOSANITARIO PER LA MAISCOLTURA


La Diabrotica virgifera virgifera ( La Conte) , è un coleottero crisomelide.
Il suo areale di provenienza è il Nord America dove è responsabile di gravissimi danni economici.
In Europa partendo da un focolaio di infestazione in Serbia, (dove è stato segnalato nel 1992), si è andato rapidamente allargando nei Paesi limitrofi, tra cui la Croazia ed varie regioni del Nord Italia ( sporadici esemplari vennero infatti rinvenuti nelle vicinanze dell’aereoporto di Venezia nel 1998).
Le indagini condotte in Friuli Venezia Giulia hanno accertato la presenza dell'insetto sia in provincia di Pordenone (Aviano, Budoia, Fontanafredda, Roveredo in Piano, che in quella di Udine(Buttrio e Manzano), dichiarate dai competenti Osservatori "zone di focolaio".
Con decreti "ad hoc" sono state inoltre individuate anche le "zone di sicurezza " limitrofe" disponendo interventi ed adempimenti di "lotta obbligatoria" così come previsto dal D.M. 21.8.2001 ( G.U. n. 239 del 13.10.2001)


VEDIAMO ORA COME E' FATTA la "DIABROTICA"


Adulti: lunghezza tra 4,2 e 7,5 mm; corpo giallo-verde. Sulle elitre delle femmine sono presenti 3 striscie simmetriche scure su fondo giallo. Le elitre dei maschi sono quasi completamente scure salvo zone giallastre nella parte caudale. Antenne particolarmente lunghe, soprattutto nei maschi.
Uova: dimensione di 0,5 mm; colore giallo-pallido deposte nel terreno a gruppi.
Larve: quando mature hanno lunghezza di circa 13 mm. Hanno corpo sottile, allungato, di colorazione bianca con una placca nera sulla parte superiore dell'ultimo segmento. Capo nero.
Pupe: bianche, si formano nel terreno a pochi centimetri di profondità.


Feromone per la cattura del maschio di diabrotica


ED ORA VEDIAMO COME VIVE:


Presenta una generazione all'anno. Nelle condizioni della Serbia ove sono stati raccolti i primi dati concernenti l'ambiente europeo, gli adulti emergono dal suolo dalla terza decade di giugno fino a metà ottobre, con picco tra la seconda metà di luglio e la prima metà di agosto. La deposizione nel suolo delle uova inizia nella seconda metà di luglio, si mantiene elevata durante il mese di agosto per poi progressivamente diminuire.

Le uova vanno in diapausa e svernano.

La loro schiusura inizia poco prima della metà di maggio e prosegue per quasi tutto il mese di giugno.

Le larve appena schiuse si muovono nel terreno e, raggiunto l'apparato radicale di una pianta di mais, inizia a svilupparsi a spese di quest'ultimo. Una volta penetrate nelle radici vi scavano gallerie nel senso della lunghezza.

Dopo tre stadi larvali si forma la pupa e quindi l'adulto.

Vive su graminacee ma il mais è l'unica coltura che consente lo sviluppo di elevate popolazioni.

Le larve ne danneggiano gravemente l'apparato radicale determinando sviluppo ridotto delle piante e diffusi allettamenti della coltura.

Gli adulti si alimentano sia sulle foglie che sulla spiga. Usualmente le erosioni fogliari non sono consistenti mentre l'alimentazione sugli stimmi delle spighe può determinare la mancata fecondazione di ampie porzioni dell'infiorescenza.


Ispettore fitosanitario Luciano Lusina


PREVENZIONE E LOTTA:


Sono indispensabili interventi tesi ad impedire la diffusione e le nuove introduzioni del litofago quali :

* evitare assolutamente il ristoppio del mais;

* monitorare per mezzo di trappole a feromoni la presenza della specie;

* in presenza, anche se sporadica, dell'insetto, trattare con insetticidi la parte aerea del mais in accordo e secondo le indicazioni del Servizio Fitosanitario competente ( formulati commerciali a base del principio attivo CLORPIRIFOS ETILE)

Nelle aree non ancora interessate al fenomeno:

*evitare l'introduzione di mais ceroso o granella non essiccata da zone ove è stata segnalata la presenza del fitofago;

* evitare l'introduzione di terra da queste zone;

* monitorare per mezzo di trappole a feromoni appezzamenti a mais in zone a rischio (in prossimità di aeroporti o dogane, di aziende con frequenti scambi commerciali con gli Stati dell'Europa orientale o comunque con aree in cui è stata accertata la presenza del fitofago).

Tecnici ed agricoltori dovranno mantenersi constantemente informati (soprattutto tramite gli Osservatori per le Malattie delle Piante, Uffici periferici della Direzione Regionale Agricoltura) sulla eventuale presenza di Diabrotica nelle aree maidicole ed attenersi ai programmi di prevenzione ed eradicazione disposti dai Servizi stessi.


Per segnalazioni e/o informazioni rivolgersi a:

OSSERVATORIO PER LE MALATTIE DELLE PIANTE
di Gorizia

Via Roma, 9 - 34170 Gorizia
tel. 0481-386241 – 386383 ; fax 0481- 386248

E-mail: omp.go@ regionefvg.it